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La stanza di

Fabrizio Luccio

 

BIOGRAFIA

Fabrizio Luccio, nato a Tripoli (Libia) nel 1938 è un informatico italiano.

Laureato in Ingegneria elettronica al Politecnico di Milano, ha lavorato per un breve periodo per l'Olivetti, quindi si è dedicato alla ricerca, principalmente nel campo delle reti logiche, ed alla docenza universitaria. In particolare, ha insegnato al MIT, allo stesso Politecnico di Milano, all'University of Southern California, alla New York UniversityIllinois. Autore di oltre centocinquanta articoli di ricerca pubblicati sui principali giornali di informatica mondiali, è stato insignito di numerosi premi per le sue ricerche e la sua eccellenza nell'insegnamento universitario (tra cui l'Ordine del Cherubino nel 1992, Life Fellow dell'IEEE, professore onorario dell'Università di CuzcoPerù). Dal 1971 ha la docenza presso l'Università di Pisa: è stato Direttore del Dipartimento di Informatica, estensore dello statuto del primo Dottorato di Ricerca in Informatica italiano, e coordinatore dello stesso Dottorato.

Attualmente è Professore ordinario nel Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa; con Linda Pagli dirige il gruppo di ricerca sugli algoritmi all'Università di Pisa. Intrattiene inoltre una intensa cooperazione scientifica con i paesi in via di sviluppo per conto dell'UNESCO e dello stesso Ateneo pisano.

Principale bibliografia

 

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Curriculum aggiornato

Professore Emerito di Informatica presso l'Università di Pisa.

E’ nato a Tripoli (Libia) nel 1938 . Si è laureato in ingegneria elettronica presso il Politecnico di Milano nel 1962 .

Dopo aver lavorato presso il Laboratorio di Ricerca Elettronica di Olivetti è stato invitato come ricercatore al MIT a Boston , per poi divenire  Professore presso la University of Southern California , e in seguito alla New York University . Nel 1971 è tornato definitivamente in Italia come professore di informatica presso l'Università di Pisa , dove ha fondato e diretto il primo dottorato italiano (Dottorato di Ricerca ) in Informatica .

Ha trascorso diversi periodi sabbatici come visiting professor  all'estero , insegnando presso la UCLA, la University of Illinois, Columbia University , l'Università Nazionale di Singapore , Carleton University in Canada , e dell'Università di Puebla in Messico . E’ stato ricercatore in visita presso T.J. Watson Research Center di IBM negli Stati Uniti , e come distinguished foreign scientist presso i Laboratori NTT in Giappone .

Ha svolto attività intensa con l'UNESCO per la riformazione dei docenti universitari di Informatica nei paesi in via di sviluppo , il coordinamento delle attività in Siria , Giordania, Egitto , Tunisia, Yemen , Nigeria , Cile , Cuba e Perù .

Per lungo tempo il suo principale interesse scientifico era rivolto alla struttura dei sistemi informatici , in particolare l'elaborazione parallela e distribuita, mentre ora agli algoritmi e alle strutture dati , con particolare attenzione ai problemi web.

E 'autore di oltre centocinquanta articoli pubblicati in importanti riviste scientifiche internazionali e atti di convegni , di cinque libri di testo universitari in informatica teorica ( di cui quattro in lingua italiana ), e di due libri sulla cultura scientifica in generale .

Ha ricevuto numerosi premi scientifici e accademici. E’ un Life Fellow del Institute of Electrical and Electronic Engineers degli Stati Uniti ed è stato un membro della Accademia Italiana di Studi Avanzati di New York .

E’ anche professore onorario dell'Università Xi'An delle Telecomunicazioni , e del Guangxi International University , sia in Cina , e dell'Università Nazionale di San Antonio Abad in Perù .

Viaggio in Cina

Emeritus Professor of Informatics at the University of Pisa.

He was born in Tripoli in 1938, and received the Dr.Ing. degree in electronic engineering from the Politecnico di Milano in 1962.

            After an industrial experience with the Laboratory for Electronic Research of Olivetti he was invited as a research fellow at M.I.T. in Boston, and then became a professor at the University of Southern California, and then at New York University. In 1971 he returned permanently to Italy to become a professor of informatics at the University of Pisa, where he founded and directed the first Italian Ph.D. program (Dottorato di Ricerca) in Informatics.

He spent several sabbatical periods as a visiting professor abroad, teaching at U.C.L.A., the University of Illinois, Columbia University, the National University of Singapore, Carleton University in Canada, and the University of Puebla in Mexico. He has been a visiting research fellow at T.J. Watson Research Center of IBM in the USA, and a distinguished foreign scientist at the NTT Laboratories in Japan.

He pursued intense activities with UNESCO for the re-training of university professors of Computer Science in developing countries, coordinating activities in Syria, Jordan, Egypt, Tunisia, Yemen, Nigeria, Chile, Cuba, and Peru.

For a long time his major scientific interest has been in the structure of computing systems, particularly in parallel and distributed processing. It is now in algorithms and data structures with particular attention to Web problems. He is the author of more than one hundred and fifty papers published in major international research journals and conference proceedings, of five university text books in theoretical computer science (four of which  in Italian), and of two books on scientific culture at large.

He received many scientific and academic prizes. He is a Life Fellow of the Institute of Electrical and Electronic Engineers of the USA and has been a Fellow of the Italian Academy for Advanced Studies in New York. He is an Honorary Professor of the Xi’An University of Telecommunications, and of the Guangxi InternationalUniversity, both in China, and of the National University San Antonio Abad in Peru.

 

Cari amici tripolini

sono anch’io della comunità anche se per pochissimo. Sono nato a Tripoli nel 1938 e due anni dopo, allo scoppio della guerra, mia mamma ha portato mio fratello e me in Italia mentre mio papà, che era ufficiale dell’Aeronautica, è rimasto in Libia ed è tra i pochissimi suoi colleghi sopravvissuti alla guerra. Da allora non sono più tornato perché il mio status nei riguardi del governo di Gheddafi non era chiaro - e figuriamoci adesso!

Gli eventi della mia famiglia nel dopoguerra sono stati complicati e non è questa l’occasione per parlarne. Da bambino sono cresciuto a Nocera Umbra, un piccolo paese da cui provenivano i miei nonni materni mentre la famiglia di papà era di Napoli; poi a Roma; poi a Milano dove mi sono laureato in ingegneria elettronica e ho cominciato a occuparmi di calcolatori. Così sono finito negli Stati Uniti come ricercatore, poi come professore universitario, e sono tornato dopo parecchi anni in Italia quando cominciava a farsi strada l’informatica partendo proprio da Pisa. E a Pisa, nell’università, ho insegnato per quarant’anni e ora sono in pensione come professore emerito. Se qualcuno di voi avesse l’insana curiosità di conoscere il mio curriculum scientifico può cliccare su Luccio CV. 

In sostanza, come vedete, non ho una patria precisa in Italia anche se sono molto affezionato alle storie napoletane della famiglia paterna. E in realtà sentivo solo un vago legame con la Libia fino a che un fatto inaspettato, nell’Aprile dell’86, mi colpì come un pugno nello stomaco: venimmo a sapere una mattina che nella notte aerei americani avevano bombardato Tripoli e mi sembrò una ferita fatta a me stesso. Non che Gheddafi fosse una mammola, è ovvio; non che non avesse usato lui stesso le bombe; ma una nazione civile non risponde così, e poi proprio su quella che improvvisamente mi sembrò la mia vera città. Fino allora ero stato completamente assorbito dalla mia famiglia (ho due figli e ora due nipotini) e dalla mia professione, ma da quel momento cominciai a ripensare a Tripoli. Ma come?

I miei ricordi della Libia (interni della casa dove abitavamo – sprazzi del lungomare) potrebbero essere autentici o più probabilmente ricostruiti nella mia testa dai racconti dei miei genitori e da qualche rara fotografia di famiglia. In questa, del 1939, appaio con mio fratello maggiore

 

 

Tripoli 15 Aprile 1939 -  Seduto nella mia carrozzella con accanto mio fratello Alfredo

Ma non ho mai dimenticato che nei racconti dei miei genitori, forse anche perché giovani sposi e con una posizione sociale localmente buona, il periodo passato a Tripoli è stato il più felice della loro vita. Ecco mio padre con un’aria decisamente allegra nella zona dove abitavamo: qualcuno può riconoscerla?

Tripoli 1939 - ...Ecco mio padre con un’aria decisamente allegra nella zona dove abitavamo: qualcuno può riconoscerla? ...

Tante cose che avete scritto in queste pagine che vado via via leggendo mi riportano ai loro racconti e sono veramente grato a Domenico Ernandes per questa bellissima iniziativa.

In realtà, paradossalmente, della Libia mi è rimasta addosso un’eredità inaspettata. Pur avendo insegnato per molti anni nelle loro università e aver ricevuto da loro un certo numero di riconoscimenti pubblici, improvvisamente gli americani mi hanno catalogato come nato in un “paese canaglia” e hanno cominciato a frapporre molte difficoltà per farmi rientrare nel loro paese negandomi i visti d’ingresso. Da un lato questo mi seccava molto perché nel mio mestiere gli USA sono il paese di riferimento scientifico; dall’altro la faccenda mi faceva ridere, soprattutto ogni volta che tentavo di convincere burocrati e poliziotti che non sono un terrorista. A un certo punto li ho mandati tutti a quel paese. Ma un altro fatto mi è pesato di più. Accanto alla mia carriera accademica in Italia ho svolto un’intensa attività per l’UNESCO che mi ha incaricato di organizzare scuole di aggiornamento per professori universitari d’informatica nei paesi in via di sviluppo. Ho lavorato su questo per più di trent’anni nell’Africa sub-sahariana, in America latina e molto spesso in paesi arabi ove ora ho tanti amici. Ma mai in Libia, appunto per la mia nascita: che rabbia!

Infine se qualcuno volesse sapere qualcosa di più sul mio conto dirò che sono un appassionato di corsa di fondo che ho praticato intensamente fino a un anno fa quando un problema di salute mi ha costretto a interrompere - ma spero di poter ricominciare presto; mi rifugio a suonare la chitarra classica quando ho bisogno di tranquillità - ma da ragazzo suonavo dixieland in un piccolo complesso piuttosto rumoroso; mi diverto un mondo con i bambini di pochi anni per cui disegno mostri buoni - un tempo per i miei figli, adesso per i nipotini.

Per concludere ho letto che alcuni di voi pensano che, terminati gli attuali gravi trambusti, la Libia si possa presto pacificare e proseguire nella sua millenaria civiltà come paese democratico, anche se forse divisa in tre parti. Lo spero ardentemente anch’io. La stragrande maggioranza dei nostri fratelli libici, gli arabi intendo, meritano una vita serena.

Pisa, 4 Dicembre 2013

 

 

ALCUNI SUOI LIBRI  

Che cosa c'entra un algoritmo col piano del traffico di una città sempre piena d'ingorghi o con i codici segreti delle carte di credito? Perché le antiche tecniche di divinazione ci suggeriscono come risolvere problemi attuali? Perché il calcolo parallelo può aiutare un sindaco a mantenere una città più pulita? Questo libro si propone di dare una risposta a queste domande e allo stesso tempo di spiegare in modo informale e piacevole concetti basilari dell’informatica.  E' rivolto a tutte le persone curiose di sapere cosa si nasconda dietro la tecnologia di uso quotidiano, come cellulari e internet, e presuppone soltanto un bagaglio minimo di reminiscenze di aritmetica. Interprete assoluto è l'algoritmo, cioè un procedimento ordinato per risolvere un problema. Finora dominio esclusivo dell’informatica e della matematica, le nozioni che servono a costruire gli algoritmi sono esposte con semplicità e si mostra come, inaspettatamente, le stesse nozioni si incontrino in letteratura e nella storia, nell’antropologia e nelle fiabe, guidando il lettore attraverso un terreno altrimenti ostico.  I capitoli sono progressivamente dedicati a concetti fondamentali di informatica e di logica con alcune interpolazioni fantastiche verso la fine: dall'unione di queste idee nasce una proposta – parzialmente demenziale, ma scientificamente fondata – su come organizzare il traffico cittadino.

Storia matematica  della rete

2007, con Linda Pagli

Progettare e gestire una rete di calcolatori è compito di professionisti, ma anche solo comprenderne il funzionamento richiede uninsieme di cognizioni di matematica, informatica ed elettronica che poche persone possiedono interamente. Questo libro èun'introduzione ai concetti e ai metodi su cui si è sviluppata una materia così complessa. Filo conduttore del discorso è la comunicazionenel senso matematico del termine, dai suoi albori in forma scritta alle sue complicate peregrinazioni su Internet. E forse proprio gli utenti della rete potranno più di altri trovare in queste pagine qualche utile spunto per cogliere la grande complessità di quanto si celadietro operazioni apparentemente semplici. La trattazione matematica è mantenuta a un livello elementare, e la materia è combinata connozioni tratte da altri campi per alleggerire il peso del discorso e mostrare l'universalità dei numerosi concetti esposti.

 
  Gli autori
  Fabrizio Luccio si è laureato in Ingegneria elettronica a Milano e ha insegnato in università degli Stati Uniti e di altri paesi. È oggi professore d’Informatica presso l’Università di Pisa. 
Linda Pagli si è laureata in Scienze dell’informazione a Pisa e ha collaborato con gruppi di ricerca del Nord e del Sud del mondo. È oggi professore d’Informatica presso l’Università di Pisa

 

 

Mathematical and Algorithmic Foundations of the

Internet con Linda Paglie Graham Steel

 

Per capire veramente come Internet e il Web sono organizzate e funzionano richiede la conoscenza della matematica e della teoria calcolo. I fondamenti matematici e algoritmici di Internet introducono i concetti e i metodi su cui si basano le reti di computer ed esplorano le loro applicazioni per Internet e il web . Il libro offre un approccio unico per concetti matematici e algoritmici , dimostrando la loro universalità e  presentando idee ed esempi provenienti da diversi settori , tra cui letteratura , storia e arte. Progredendo da concetti fondamentali agli argomenti e alle applicazioni più specifiche , il testo copre complessità computazionale e casualità , reti e grafici , calcolo parallelo e distribuito , e motori di ricerca . Mentre il trattamento matematico è rigoroso , è comunque presentato ad un livello che può essere colto dai lettori con un background di matematica elementare . Gli autori presentano anche un lato più leggero di questo complesso argomento illustrando come molti dei concetti matematici hanno delle controparti nella vita quotidiana . Il libro fornisce una copertura approfondita dei presupposti matematici e assembla una presentazione completa di come funzionano reti di computer . Si tratta di una risorsa utile per chiunque sia interessato nel funzionamento interno , la progettazione e l'organizzazione di Internet .

 

Alcuni commmenti  sul libro:

Un'introduzione succinta dal punto di vista tecnico della scienza computazionale che supporta Internet . ... Si legge con scorrevolezza....  Gli autori sono chiaramente dei comunicatori qualificati e hanno intrapreso un notevole sforzo per rendere il testo piacevole. ... Una superba lettura per un pubblico curioso di scienza . ... Vorrei considerare l'utilizzo di questo testo in un seminario del primo anno all'interno del curriculum universitario , un ambiente per il quale sembra ad attarsi perfettamente...
Allen G. Holder, INFORMA Journal on Computing 2012


Questo libro è  interessante ( e stranamente affascinante ). Cerca solo alcune delle interessanti sfaccettature matematiche e algoritmiche di Internet e il web . ... L'ho trovato piuttosto piacevole nella lettura.... c'erano punti di vista interessanti su diversi argomenti .... E 'stato bello leggere un libro tecnico che unisce divertimento e informazione seria .
- Jeffrey Putnam , Informatica recensioni , gennaio 2012

Nel complesso , una buona introduzione ai problemi logici di Internet . Consigliato .
- P . Cull , SCELTA , dicembre 2011

Le reti sono ovunque nella nostra vita da Internet alle reti biologiche , sociali e finanziari . Gli autori hanno fornito un vivace , magistrale , ma di facile lettura,  introduzione ad un argomento complesso , arricchendo concetti matematici con deliziosi paradigmi e materiale storico . Un piacere da leggere per tutti gli studenti .
- Evangelos Kranakis , School of Computer Science , Carleton University , Ottawa , Ontario , Canada

 

L'ALGORITMO
informazioni prese dalla rete

Un algoritmo è un procedimento che risolve un determinato problema attraverso un numero finito di passi (vedi foto sotto). 

 

 

Molte persone che non hanno dimestichezza con le discipline matematiche e informatiche confondono spesso e volentieri i due termini "algoritmo" e "logaritmo". Ad un matematico o ad un informatico questa confusione fa sorridere, trattandosi di due concetti completamente diversi.
La cosa curiosa, tuttavia, è che queste due parole, pur nella loro somiglianza assoluta (sono addirittura l'una anagramma dell'altra!) hanno etimologie tra di loro lontanissime.
Mentre il termine matematico "logaritmo" è stato coniato in età moderna sulla base delle due parole greche lògos(ragione, rapporto) e arithmòs (numero), la parola "algoritmo" ha origine araba, ed è legata al nome del grande matematico Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi, vissuto in Persia tra l'VIII e il IX secolo dopo Cristo.

Muhammad ibn Musa al-Khwariz

Che questo matematico sia considerato da alcuni storici l'ideatore dei logaritmi (otto secoli prima di Nepero, l'autore ufficialmente riconosciuto) assomiglia ad un'ironica coincidenza: ma ciò che ci interessa in questo post è che da una deformazione del nome arabo di al-Khwarizmi sia derivato il termine principe dell'informatica moderna: algoritmo.
La sua opera intitolata "(Libro di) al-Khwarizmi sui numeri indiani" fu infatti impropriamente tradotta in latino come "Algoritmi de numero indorum", da cui il termine "algoritmo" (o "algorismo") utilizzato per indicare un procedimento matematico per risolvere un certo problema.  
Al-Khwarizmi fu un insigne astronomo e geografo, ma fu nel campo matematico che consegnò alla storia i contributi più rilevanti: tradusse molte opere di matematici greci, persiani, babilonesi e indiani, ed è ricordato per i suoi importanti studi sulle equazioni di secondo grado, oltre che per avere importato in Occidente il sistema di numerazione posizionale concepito dagli Arabi.
Quello stesso "(Libro di) al-Khwarizmi sui numeri indiani" in arabo suona come: "al-Kitāb al-mukhtaṣar fī ḥisāb al-ǧabr wa-al-muqābala", e con quella parola al-ǧabr al-Khwarizmi indicava una delle due operazioni utilizzabili per risolvere le equazione di secondo grado. Da quel termine al-ǧabr derivò un'altra parola importante: algebra.
E' davvero curioso notare come dal titolo di uno stesso libro abbiano tratto origine due vocaboli così fondamentali: il primo che occupa il centro esatto di tutto il sapere informatico moderno, e il secondo non meno decisivo nell'ambito delle discipline matematiche.

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